Stipendi d’oro e denunce di piombo

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Rettifica e precisazione – A seguito di ulteriori verifiche e di alcune segnalazioni, tra cui quella di Andrea De Girolamo che ringrazio, devo rettificare quanto scritto in questo articolo. Il capo di Gabinetto della Giunta Marino Luigi Fucito, infatti, a suo tempo rinunciò al compenso di 73mila euro lordi annui, in quanto continuava a ricevere lo stipendio da funzionario del Senato di 190mila euro (compito che in quel periodo non svolgeva più). Quanto a Maurizio Basile, il confronto è discutibile in quanto riceveva due compensi ma esercitava anche due funzioni. Pertanto è vero che Carla Raineri guadagna di più (appena di più: 3mila euro lordi annuali in più di Fucito e 10mila euro lordi annuali in più di Basile) di questi due suoi predecessori. Mi scuso perciò per l’inesattezza con gli interessati e con i lettori.
Ciononostante, mantengo l’articolo nel blog in quanto il suo senso a mio avviso rimane valido: Carla Raineri non guadagna meno dei predecessori ma riceve un compenso appena superiore. Ognuno decida se tale piccola differenza ha giustificato tante polemiche.  

Da alcuni giorni, la giunta di Virginia Raggi deve fronteggiare, oltre che le accuse per la gestione dell’annosa questione dei rifiuti, anche una nuova polemica. Secondo i suoi avversari politici, in primis il Pd, sarebbe segno di incoerenza il fatto che il nuovo capo di gabinetto della sindaca, il magistrato Carla Raineri, percepisca uno stipendio annuo lordo di 193mila euro. “Ma come”, dicono i critici, “Il M5S insiste continuamente nel contestare gli stipendi d’oro di chi ricopre cariche pubbliche e poi ne concedono uno così alto al nuovo capo di Gabinetto della loro Giunta? Ma che coerenza è questa? Vedete: alla fine sono come tutti gli altri”.

La sindaca Raggi ha il suo bel daffare nel rispondere alle accuse. Ma era un copione prevedibile.

Anche se 193mila euro lordi annui al netto non fanno, a ben vedere, una somma favolosa, la critica sembra fondata: si tratta comunque di un signor stipendio a carico di un Comune indebitatissimo e che quindi dovrebbe risparmiare. Non sono pochi persino gli ellettori grillini che sui social network mostrano disagio per questa retribuzione e protestano verso la decisione della Raggi. Sembrerebbe un autogol e come tale, manco a dirlo, cercano di farlo passare i giornali, che in grande maggioranza, lo sappiamo, vedono il M5S come il fumo negli occhi. Per non parlare dei politici avversari del M5S, come il renziano Francesco Nicodemo (tra i responsabili della comunicazione a Palazzo Chigi nonché compagno dell’europarlamentare Pina Picierno) che prima rilancia questo tweet di Tommaso Ederoclite, facendo paragoni con i compensi dei precedenti capi di gabinetto:

 

 

E poi conclude con soddisfazione:

 

 

Le cose stanno proprio così? Il M5S ha fatto un brutto autogol con la nomina ben pagata di Carla Raineri? Siccome difficilmente certe cose verranno spiegate dettagliatamente dalla stampa, provo nel mio piccolo a farlo io. Con una premessa: il M5S deve fare molta attenzione a non scivolare nella facile demagogia degli “stipendi d’oro” e del “noi siamo diversi”. Sono concetti che portano voti ma possono anche farne perdere parecchi. Non sempre si possono pagare relativamente poco i dirigenti e i tecnici: finché si tratta di attivisti o persone interne al Movimento, la regola può essere seguita. Ma quando si tratta di retribuire professionalità esterne, il cui contributo sia necessario, a volte occorre allentare i cordoni della borsa. La distinzione è fondamentale e sarebbe il caso che nei loro discorsi nelle piazze e in televisione i grillini la rimarcassero, anche a costo di non essere capiti e di prendere meno applausi. Altrimenti presteranno spesso il fianco a critiche come questa e se la saranno andate a cercare.

Ma torniamo al caso specifico di Carla Ranieri. Le cose non sembrano stare come le racconta Nicodemo. Infatti:

  1. Le cifre del tweet sono sbagliate. La Raineri non guadagna più dei precedenti capo gabinetto. Guadagna meno. Infatti Luigi Fucito, capo gabinetto di Marino, non prendeva 73mila euro: ne prendeva 263mila, come si evince da questo articolo. Marino quindi poté pagarlo solo 73mila perché Fucito continuava curiosamente a riceverne 190mila dal Senato, mentre la Ranieri come magistrato, finché sarà al servizio del Comune capitolino, non riceverà nulla. Quanto a Maurizio Basile, capo gabinetto di Alemanno, non riceveva 75mila euro, ma 350mila euro (si veda qui), anzi: si dimise proprio quando la Corte dei Conti impose la diminuzione del suo compenso. L’informazione passata da Nicodemo è quindi inesatta (ma forse non in malafede: tra doppi incarichi e pronunciamenti della Corte dei Conti non era facile avere chiare le cifre effettive);
  2. Meno di così, Carla Raineri non poteva essere pagata. Lo spiega lei stessa in un’ intervista al Corriere della Sera:  “Io sono un magistrato, guadagnavo 170 mila euro, ora sono 21 mila in più, al netto la metà, ovvero circa mille euro al mese con cui pago anche l’alloggio a Roma. Io lavoro dalle 7 alle 24 tutti i giorni, non vedo la mia famiglia, faccio una vita complicata: se fossi rimasta a Milano, nella mia casa a cento metri dal palazzo di Giustizia, starei meglio”. Siccome gli stipendi dei magistrati li decide lo Stato e non Virginia Raggi, per avere la collaborazione della Ranieri occorreva offrirle almeno lo stesso stipendio che ha attualmente più un rimborso spese per stare a Roma. Ed è quanto la sindaca ha fatto, né più né meno.

Insomma, nessuno stipendio d’oro e nessuna scelta incoerente. Se ne accorge lo stesso Ederoclite che, dopo le dichiarazioni della Ranieri alla stampa, fa una parziale marcia indietro sempre via tweet:

 

In questa vicenda, ennesimo polverone mediatico creato ad arte per screditare il M5S e la Giunta Raggi (la quale, peraltro, sapeva benissimo che così sarebbero andate le cose una volta conquistato il Campidoglio), c’è però un’altra questione che non torna. Come mi segnala l’amico Stefano Alì, che ringrazio, la delibera riguardante il compenso della Raineri è del 5 agosto. Come mai la stampa, che fa istantaneamente le pulci a ogni provvedimento della Giunta grillina, tira fuori il problema solo il 12 agosto, cioè una settimana dopo? Magari perché in quel giorno esce questa notizia (l’immagine è tratta da Il Messaggero)?

 

 

Facciamo peccato e proviamo a pensare male: non sarà che la Raineri, esperta in derivati e autrice di una denuncia sugli strumenti finanziari sottoscritti dalla Giunta Veltroni nel 2002, è diventata improvvisamente scomoda per gli esponenti delle precedenti amministrazioni? E che quindi è improvvisamente diventato importante cercare di farla fuori con l’accusa di percepire uno stipendio d’oro? Voi che ne dite, sono troppo cattivo?

Post scriptum – Vale la pena fare una precisazione essenziale, valida per tutti gli articoli di questo blog che trattano di temi strettamente politico-partitici: ho come tutti le mie opinioni ma sono libero ed indipendente. Non devo nulla a nessuno, non appartengo ad alcun partito o movimento politico e nell’esercizio della mia professione non parteggio per alcunché: solo per la logica, il buon senso e i valori di fondo che seguo. Nessuno è totalmente obiettivo e neppure io riuscirò ad esserlo: ma certamente ci provo ed è per questo che cerco sempre di motivare con dati e fatti quanto dico.

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